Allattare si può! Sì, nel 2018 si può, senza vergogna, senza pregiudizi. ALLATTARE COME UNA MAMMA PUÒ.
Si allatta dal seno, ma si allatta anche con un biberon.
Un momento magico riservato a mamma e bambino, una quotidianità che crea contatto, sviluppa relazione e porta a conoscersi sempre di più.
Già nel pancione, una mamma ha conosciuto il suo bambino, ne ha conosciuto il carattere e il suo temperamento, ma questa conoscenza si approfondisce e si completa proprio con quell’abbraccio di latte, quell’incrocio tenero di braccia e occhi.
Il seno non è sinonimo di amore, chi può dire che una mamma che allatta con un biberon ama meno il suo bambino? Molto spesso chi ci sta intorno si ferma alle apparenze e giudica senza conoscere le storie delle persone.
Possiamo trovarci davanti una mamma che ha dato tanto, che si è martoriata il seno pur di far uscire quelle preziose gocce che vedete in quel biberon, oppure una mamma costretta a fare doppie pesate e poi a dover dare un’aggiunta per far crescere il suo bambino. Come pensate possa sentirsi una mamma che per una patologia non può dare il seno al suo bambino? O, una mamma che per scelta ha deciso che il biberon era la scelta giusta per entrambi, come potrà sentirsi se viene giudicata come una cattiva madre??
L’ostetrica accompagna mamma e bambino in questo percorso di amore. È sì il professionista che si occupa delle problematiche legate al seno, ragadi, ingorghi e produzione di latte, ma può aiutarti anche negli allattamenti misti o artificiali. Può darti consigli sulle giuste tipologie di latte e di biberon per il tuo bambino, su come stimolare il suo intestino nei casi di stitichezza e su come creare un’equilibrio, anche in previsione del tuo rientro al lavoro.
Sei anche tu una mamma che sta allattando il suo bambino?CONTATTAMIUn’ostetrica per te, un’ostetrica che non ti giudica, un’ostetrica per la Salute a Prato, Pistoia e Firenze
E finalmente stanotte la cicogna è arrivata anche per voi due.
Il vostro bimbo si è fatto attendere a lungo, ma alla fine il desiderio di incontrare i bellissimi occhi della sua mamma ha preso il sopravvento e all’improvviso ha scatenato un uragano per raggiungerla velocemente. Era fatta, e infatti dopo poco, gli abbiamo dato il benvenuto!
Piccolo, la cicogna ti ha portato nella migliore famiglia che tu potessi desiderare: una mamma leonessa che ti proteggerà davanti a tutto e tutti; un babbo più silenzioso, ma altrettanto solido da supportare entrambi senza cedere mai.
Infiniti auguri per questo viaggio a tre chiamato vita che è appena iniziato alla grande.
Prato 17 Maggio 2018
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A chi non è capitato di avere un ingorgo mammario? Il seno è caldo, arrossato, indurito e fa molto dolore, in più il bimbo fa fatica ad attaccarsi perché il latte esce a stento.
L’ALLATTAMENTO AL SENO dovrebbe essere il momento più intimo ed emozionante tra una mamma e il suo bambino. Non sempre è semplice da affrontare e, di frequente, si possono verificare situazioni in cui il seno è molto dolente. Attaccare il bambino diventa quasi impossibile.
Ma come si crea l’ingorgo mammario?
Si presenta quando si verifica una discrepanza tra il latte che viene prodotto dal seno e quello che viene consumato dal neonato durante la poppata. Il latte rimane, quindi, in accumulo a livello dei dotti mammari provocando i sintomi appena descritti. L’ingorgo mammario è più frequente nelle prime settimane di allattamento, nella cosiddetta fase “della calibrazione” in cui la produzione del latte si modifica per adeguarsi alle richieste nutrizionali del bambino che cambiano repentinamente considerando la rapida ripresa della crescita dopo il calo fisiologico dei giorni consecutivi alla nascita.
Può verificarsi anche in periodi successivi quando da un allattamento a richiesta c’è un passaggio ad uno a orari fissi, o se le poppate diventano meno frequenti rispetto ai giorni precedenti, oppure se alcune poppate vengono proprio saltate, come ad esempio all’inizio dello svezzamento.
L’ingorgo mammario è di veloce risoluzione se trattato da subito con il supporto di un’ostetrica o di professionisti competenti e in due/ tre giorni è possibile avere una completa risoluzione della problematica con la remissione dei sintomi.
Quando l’ingorgo mammario sfocia in mastite.
La mastite è un’infiammazione localizzata della mammella, spesso causata da un’infezione di origine batterica, il cui maggior responsabile è lo stafilococco aureus. In genere è l’evoluzione di un dotto ostruito o di un ingorgo non risolto, magari associato a capezzoli danneggiati e ragadi. Il latte che rimane bloccato nei dotti diventa terreno di coltura per i batteri che sono facilitati ad entrare dalla presenza di ragadi.
Poiché la sintomatologia si differenzia da quella dell’ingorgo soltanto per la comparsa di febbre, la diagnosi è talvolta difficile se non si è un’ostetrica, il professionista più esperto in allattamento.
Nel momento in cui la mastite è conclamata, oltre a precise indicazioni da seguire, è necessaria una terapia antibiotica per poter debellarne la causa batterica.
Sia l’ingorgo mammario che la mastite non sono controindicazioni all’allattamento, anzi la prima cosa da fare è farti aiutare dal tuo bambino attaccandolo di frequente al seno che presenta la sintomatologia per cercare di drenare i dotti in questione.
NON FARTI PRENDERE DAL PANICO!CONTATTAMI per fissare subito una consulenza e riprendere il tuo allattamento senza problemi
Sei mesi da quella lunga induzione che ci ha permesso di conoscere una bella bambina in salute.
Si sa che le induzioni sono faticose, soprattutto per la mamma, ma vi assicuro anche per le ostetriche. Chi ha detto però che con il giusto team non si possa partorire bene anche con un’induzione? (altro…)
un weekend di lavoro entusiasmante, due notti, due bambini, che belle volate per questa cicogna!
Ricorderò per sempre queste nascite, queste mamme e queste famiglie e posso dire che a distanza di un mese i bimbi crescono bene allattati al seno e sono bellissimi.
I piccoli intoppi del puerperio, un cordone che fatica a staccarsi, un principio di ingorgo mammario subito trattato non ci hanno spaventato e tutto sta procedendo da manuale.
BUON COMPLIMESE PICCINI !!!
Se anche tu hai partorito e hai bisogno di un supporto in puerperio CONTATTAMI.
Un weekend intenso!
Sabato notte la nascita di una bella principessa e domenica notte quella di un valoroso guerriero.
Mi è piaciuto pensarli “promessi sposi”, chissà se i loro percorsi si incroceranno un giorno, se la vita li farà incontrare di nuovo. Nati addirittura nella stessa sala parto con due colleghe bravissime.
Ero lì a conoscerli per la prima volta, insieme ai loro genitori emozionati.
Della Principessa vi ho già parlato, del Guerriero voglio farlo adesso perché ognuno abbia il suo racconto di nascita. (altro…)
Dopo un pomeriggio di chiacchiere, risate e tisane per tenere a bada il dolore, sei arrivata dal silenzio e dalla penombra fra le braccia di una coppia innamoratissima.
L’unione, la collaborazione, la sincronia perfetta fra te e la tua mamma vi hanno rese una sola cosa in grado di lottare sicure per la vita.
Il tuo babbo, in attesa trepidante da molte settimane, vi ha racchiuso fra le sue braccia e ha tifato perché nessuna spinta andasse a vuoto, e così è stato. Credere sempre di farcela e avvicinarsi sempre di più all’obiettivo finale: dare la vita!
Ovviamente ringrazio S. e L. per essersi affidati a me e il team vincente dell’Ospedale Santo Stefano di Prato. Colleghe eccezionali come ogni volta!
La sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome SIDS è la morte inattesa e improvvisa di un lattante di età inferiore ad un anno che sembra verificarsi apparentemente durante il sonno.
Si parla di sindrome della morte in culla quando con l’autopsia vengono escluse cause note come patologie, malformazioni, incidenti ecc.. tra le ragioni di quella morte.
In definitiva, ad oggi, non è stato possibile definire con sicurezza una specifica causa della SIDS, pertanto l’unica risorsa che possiamo adottare è una serie di comportamenti atti alla prevenzione di questo evento ancora così indecifrabile. (altro…)
Tu, uomo, compagno di una donna in dolce attesa, ti trovi forse nella posizione più scomoda e più difficile. Non è certo facile, per te, stare accanto a una compagna in pieno sconvolgimento ormonale che ti sembra cambiata così tanto quasi da non riconoscerla.
Molte volte dovrai scontrarti con situazioni in cui il centro del mondo sono la tua donna e il tuo bambino, e posso capire quanto ti senta emarginato.
Per una madre è molto più facile adattarsi alla nascita di un figlio. Si dice che la natura metta la donna a dura prova con la gravidanza, ma in un certo senso la agevola inevitabilmente ad affrontare ed accettare questo cambiamento: il suo corpo si modifica indipendentemente da lei, può percepire concretamente tuo figlio perché è nel suo grembo per tutta la giornata e tutto ciò, insieme all’istinto innato, la abitua ad accudire un cucciolo.
Ma per poter chiudere questo cerchio, tu sei il tassello mancante, altro protagonista senza il quale non potremmo mettere in scena questo spettacolo.
Se stai per diventare padre e hai bisogno di esprimere i tuoi dubbi, chi meglio di un’ostetrica può ascoltarti e supportarti? CONTATTAMI.
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