INGORGO MAMMARIO

A chi non è capitato di avere un ingorgo mammario? Il seno è caldo, arrossato, indurito e fa molto dolore, in più il bimbo fa fatica ad attaccarsi perché il latte esce a stento.

L’ALLATTAMENTO AL SENO dovrebbe essere il momento più intimo ed emozionante tra una mamma e il suo bambino. Non sempre è semplice da affrontare e, di frequente, si possono verificare situazioni in cui il seno è molto dolente. Attaccare il bambino diventa quasi impossibile.

Ma come si crea l’ingorgo mammario?

Si presenta quando si verifica una discrepanza tra il latte che viene prodotto dal seno e quello che viene consumato dal neonato durante la poppata. Il latte rimane, quindi, in accumulo a livello dei dotti mammari provocando i sintomi appena descritti.
L’ingorgo mammario è più frequente nelle prime settimane di allattamento, nella cosiddetta fase “della calibrazione” in cui la produzione del latte si modifica per adeguarsi alle richieste nutrizionali del bambino che cambiano repentinamente considerando la rapida ripresa della crescita dopo il calo fisiologico dei giorni consecutivi alla nascita.
Può verificarsi anche in periodi successivi quando da un allattamento a richiesta c’è un passaggio ad uno a orari fissi, o se le poppate diventano meno frequenti rispetto ai giorni precedenti, oppure se alcune poppate vengono proprio saltate, come ad esempio all’inizio dello svezzamento.
L’ingorgo mammario è di veloce risoluzione se trattato da subito con il supporto di un’ostetrica o di professionisti competenti e in due/ tre giorni è possibile avere una completa risoluzione della problematica con la remissione dei sintomi.

Quando l’ingorgo mammario sfocia in mastite.

La mastite è un’infiammazione localizzata della mammella, spesso causata da un’infezione di origine batterica, il cui maggior responsabile è lo stafilococco aureus. In genere è l’evoluzione di un dotto ostruito o di un ingorgo non risolto, magari associato a capezzoli danneggiati e ragadi. Il latte che rimane bloccato nei dotti diventa terreno di coltura per i batteri che sono facilitati ad entrare dalla presenza di ragadi.
Poiché la sintomatologia si differenzia da quella dell’ingorgo soltanto per la comparsa di febbre, la diagnosi è talvolta difficile se non si è un’ostetrica, il professionista più esperto in allattamento.
Nel momento in cui la mastite è conclamata, oltre a precise indicazioni da seguire, è necessaria una terapia antibiotica per poter debellarne la causa batterica.

Sia l’ingorgo mammario che la mastite non sono controindicazioni all’allattamento, anzi la prima cosa da fare è farti aiutare dal tuo bambino attaccandolo di frequente al seno che presenta la sintomatologia per cercare di drenare i dotti in questione.

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