Solito ospedale, solita sala parto, si girano le solite scene, ma di un altro film.
Queste sono le storie di due principesse meravigliose nate a distanza di una settimana l’una dall’altra e delle loro mamme, mamme portento della natura.
Quando gli eventi fanno il suo corso e si concludono così non si possono tenere dentro, vanno raccontati, vanno urlati, per rendere partecipe il mondo di COME SI PARTORISCE e di COME SI NASCE.
Si sente ogni giorno parlare di mala sanità, di denunce di donne che si sono sentite violate nel loro intimo e private troppo precocemente dei loro bambini, per non parlare di casi estremi di morti materne e neonatali come se ci avessero traslato nel Medioevo.
Ebbene in una sala parto del San Jacopo di Pistoia si partorisce quasi come se fossimo a casa: Ostetriche per la fisiologia, che pensano al bene della diade madre-bambino, che fanno il possibile perché s’incontrino subito, che rispettano i loro tempi e non per portare lo stipendio a casa, non per tirar via e arrivare a fine turno, ma perché lo amano, amano il parto e tutte le emozioni che questo si porta dietro.
Aurora e Nadia, nascono entrambe di notte, dopo essersi fatte giorni lunghi e stancanti di prodromi nella loro casa, nel loro nido con la loro ostetrica. Con la tranquillità e la sicurezza che tutto stava procedendo bene hanno iniziato il loro percorso che le portava a conoscere la propria mamma, sono state trasferite in ospedale e dopo poche ore sono nate da parto spontaneo, aggiungerei fisiologico, Parto Spontaneo Fisiologico e non siamo ridondanti, ve lo assicuro!
Le mamme hanno tirato fuori tutta la loro energica forza e hanno dato il meglio di sé: posizioni libere, acqua, massaggi, incitamenti quasi da tifoseria da stadio e NEMMENO un punto.
Il primo attacco al seno delle loro bambine (bamboline di porcellana) è stato molto precoce e, direi, che i presupposti per un buon allattamento e una buona relazione ci siano stati tutti.
Ogni volta che mi trovo immersa in questi eventi felici, mi convinco sempre di più che i punti cardini del mio lavoro siano LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE che porta a instaurare, già in gravidanza, un rapporto di fiducia e sicurezza fra mamma e ostetrica. Solo così possiamo permettere ai nostri perinei di aprirsi liberamente per raggiungere lo scopo finale di conoscere i nostri figli e IL GIOCO DI SQUADRA che permette al gruppo di vincere!! L’affiatamento tra colleghe è la base per lavorare bene, per avere una migliore riuscita e leggere negli occhi di tutti i protagonisti una soddisfazione infinita.
Pistoia, Novembre 2016
